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quando i diritti vanno ribaditi.


Se le premesse sono queste il 2010 è l’anno del razzismo e della xenofobia.

Basta anche solo ricordare i fatti più importanti per capire che l’Italia sta peggiorando.

7 gennaio, esplode la rivolta a Rosarno, centinaia di immigrati “impiegatiâ€, o meglio usati, nella raccolta delle arance che vivevano nella Piana di Gioia Tauro in condizioni inumane si ribellano all’ennesimo episodio di discriminazione e violenza e vengono trasferiti nei CIE più vicini.

20 gennaio, compare in un negozio di Empoli il cartello: “Vietato ai cinesi che non parlano italianoâ€, come se tutto il mondo dovesse svegliarsi e conoscere la nostra lingua per avere dei diritti.

28 gennaio, meno chiacchierato, il suicidio di una ragazzina romena stanca di essere chiamata “sporca romenaâ€, forse una delle poche non passate sotto silenzio.

7 febbraio, il Ministro dell’Interno e quello del Lavoro, Salute e Politiche sociali iniziano a lavorare al decreto per il Permesso di soggiorno a Punti, già previsto nel precedente e famigerato pacchetto sicurezza che avrebbe dovuto dissolvere il senso di paura degli italiani, quel senso di terrore e disprezzo verso gli immigrati creato in buona parte dai media e dalle azioni di palese propaganda. Per vivere in Italia devi collezionare trenta punti, come al supermercato, e per averli devi dimostrare di conoscere l’italiano, la Costituzione, avere un lavoro e mandare i tuoi figli a scuola, tutto questo in due anni, al massimo te ne viene concesso un terzo per migliorare la “collezioneâ€. Il Ministro Maroni, della Lega Nord, quella stessa Lega Nord che in più occasioni ha dimostrato di non rispettare la bandiera italiana, simbolo del nostro Paese tanto quanto la Costituzione scritta da chi certo era più consapevole del significato delle parole diritti e doveri, dice che è solo un modo per dire agli immigrati come si devono integrare, e che se non lo fanno evidentemente non si voglio integrare, non dice però che è l’ennesimo ostacolo posto alla regolarizzazione dei cittadini stranieri, e non sarebbe poi tanto un problema se ci sapesse anche dire come si fa a non scappare dalla fame, dalla guerra e dalla miseria di un Paese in cui sei nato non per scelta!

 

E poi via, ancora, con gli sgomberi dei campi Rom, operazioni costose e senza utilità perché spostano, ricreando in nuovi siti una situazione identica alla precedente, persone con cui in molti casi le associazioni hanno iniziato percorsi d’inclusione sociale che s’interrompono al trasferimento/sgombero.

19 gennaio, Roma: sgombero di 100 rom da Via Solone;

10 febbraio, Chiaravalle: 120 Rom romeni, di cui 60 minorenni, buttati in mezzo alla strada dal Comune di Milano (che vede in attivo nel suo bilancio 27 sgomberi dall’inizio del 2010, ossia più o meno uno ogni due giorni);

15 febbraio, viene portato a termine lo sgombero del Casilino 900, campo nato 40 anni fa su cui il terzo settore e la società civile aveva avviato diverse attività volte all’inserimento sociale, e di Tor dei Cenci (Roma), campo del 1995 assegnato dall’allora Sindaco Rutelli;

17 febbraio, sgombero del campo di Cosenza per il quale anche il Vescovo della città ha dovuto fare appello alla politica e al senso di accoglienza della comunità.

E per chiudere in bellezza, via Padova: la settimana scorsa, scoppia una rissa per un piede pestato e un ragazzo di origine egiziana con regolare permesso di soggiorno viene ucciso, e altri feriti. È vero, gli abitanti della zona chiedono aiuto, ma molti si preoccupano solo della svalutazione dei loro immobili come diversi servizi delle reti televisive hanno fatto vedere, ma non si sono preoccupati di sottolineare che la vera preoccupazione andrebbe rivolta alla persone. Senza dimenticare il Mediterraneo, dove i viaggi della speranza certo non guardano il calendario.

Girando un po’ su Internet non è difficile scoprire che la stampa esterna ci addita come Paese più razzista e xenofobo d’Europa, se non del Mondo. Verrebbe da dire “meno male che c’è la Libia, che forse ci ruba la pole positionâ€, ma poi  trovi sondaggi fatti nelle scuole, che dicono che il 58% degli adolescenti è contrario alla presenza degli stranieri in Italia (italiarazzismo.it).

Dove andremo a  finire? Ma davvero non ci rendiamo più conto del valore di una società multietnica? E non solo dal punto di vista socio culturale, ma anche economico!  Ma qualcuno che prova ancora a ricordarcelo c’è: sono i migranti e tutti gli italiani “illuminati†del nostro Paese.

 

Il 27 febbraio sarà la giornata in cui si ribadisce il concetto  “diritti diseguali= meno diritti per tutti†in piazza Saluzzo a Torino dalle ore 17.00, per condannare i linguaggi discriminatori, il razzismo, e in particolare “quello delle Istituzioni, con l’utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusioneâ€, come sostengono gli organizzatori, tra cui Terra del Fuoco, ASGI, Ufficio Pastorale Migranti, CGIL Torino, e molte associazioni di migranti.

Altra iniziativa importante sarà, sempre il 27 febbraio, “I diritti alzano la voce†promossa da ARCI e molti altri, che scenderanno in piazza in diverse città italiane per sostenere l’importanza dei diritti perché “il welfare è nato per garantire uguaglianza e giustizia sociale, tutelarci dai rischi e dalle difficoltà che tutti incontrano nella vitaâ€. In questa occasione verranno inoltre raccolte le firme dei cittadini per sostenere “Le 10 proposte per un Italia civileâ€.

E  siccome non è mai abbastanza, tutti gli immigrati e gli italiani a sostegno di una società dell’accoglienza si ritroveranno l’1 Marzo,  nelle piazze di tutta Italia, per lo sciopero dei migranti “24 ore senza di noiâ€, perché diventa sempre più urgente far capire a tutti “quanto sia importante l’apporto dei migranti alla tenuta e funzionalità della societàâ€.  Per questa mobilitazione si è scelto il colore giallo, così come per l’ormai noto Spauracchio di Sami della campagna “Non aver paura. Apriti agli altri. Apri ai dirittiâ€, un colore simbolo del cambiamento e slegato da ogni connotazione politica.

Per saperne di più visitate il sito  Primo Marzo 2010 o cercate il gruppo “Primo Marzo 2010 – Sciopero degli stranieri – Gruppo Torino†su Facebook.

 

 

 

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L’assemblea dell’Impegno e la partenza del quarto Treno


 

Giovedì 11 Febbraio i ragazzi partiti con il primo treno della memoria si riuniranno per dare il via alla fase finale del progetto, quella dell’impegno.

 

L’appuntamento è dalle ore 9.00 alle ore 13.00

Alla Fabbrica delle “e†di Corso Trapani 95/a

 

L’obiettivo specifico di quest’ultima tappa di riflessione collettiva è l’educazione all’impegno, ovvero la spinta a trasformare i propri pensieri e sentimenti in un concreto impegno quotidiano. Dopo aver stimolato la voglia di fare e la voglia di conoscere nei ragazzi, gli educatori di Terra del Fuoco cercheranno di mostrargli l’importanza dell’impegno nelle azioni quotidiane per cambiare la nostra società.

 

Interverranno all’assemblea

 

Oliviero Alotto, Presidente di Terra del Fuoco

Michele Curto, Presidente di Flare

Tonio Dell’Olio, Referente di Libera Internazionale

Marta Levi, Assessore al decentramento e all’Area Metropolitana

Andrea Bairati, Assessore alla ricerca della Regione Piemonte

 

 

 

Si ricorda inoltre che Venerdì 12 Febbraio partirà da Bari l’ultimo treno della sesta edizione del Treno della Memoria, con 750 ragazzi provenienti da Puglia e Calabria.

 

Il Treno della Memoria è un’iniziativa dell’Associazione Terra del Fuoco, che punta a realizzare con i giovani di tutta Italia un percorso di conoscenza e educazione alla storia.

 

I partecipanti, studenti provenienti da dieci regioni italiane, vengono coinvolti in un progetto che si protrae per l’intera durata dell’anno scolastico, fatto di incontri e laboratori finalizzati ad insegnare l’importanza della Memoria per il nostro Paese. Culmine del percorso è il viaggio degli studenti, accompagnati dai giovani educatori di Terra del Fuoco, in Polonia, dove verranno portati a visitare i campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau. La conclusione del percorso promosso da Terra del Fuoco si ha nella celebrazione collettiva del 25 aprile.

 

 

L’assemblea di introduzione all’edizione 2010 del Treno della Memoria si terrà appena prima della partenza del treno, venerdì 12 febbraio 2010 alle ore 9 al Teatro Petruzzelli di Bari.

 

Interverranno, per raccontare l’iniziativa:

 

Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia

Guglielmo Minervini, Assessore alla trasparenza e

alla cittadinanza attiva della Regione Puglia

Michele Emiliano, Sindaco del Comune di Bari

Simona Manca, Vicepresidente della Provincia di Lecce

 

Oliviero Alotto, Presidente di Terra del Fuoco

Michele Curto, Presidente di Terra del Fuoco

Paolo Paticchio, Presidente di Terra del Fuoco - Mediterranea

 

Sull’ultimo treno in partenza da Bari, viaggerà, insieme agli oltre 700 ragazzi pugliesi e calabri,  un ospite d’eccezione, il cantautore Daniele Silvestri che per l’occasione terrà un concerto per i ragazzi del treno a Cracovia il 15 Febbraio.

 

Il tema del percorso educativo dell’edizione 2010 del Treno della memoria sarà il narcotraffico e la spirale di sfruttamento internazionale messa in moto da questa economia illegale.

 

 

Storia del treno:

 

Nella primavera del 2004 l’Associazione Terra del Fuoco organizzò la manifestazione “Piemonte Fabbrica di Culturaâ€, una settimana di scambio culturale delle “culture underground†piemontesi nella città polacca di Cracovia. Nel giorno di pausa della kermesse alcuni dei soci decisero di visitare il vicino Museo Internazionale dell’Olocausto di Auschwitz – Birkenau, e uscirono da quell’esperienza con la convinzione che tutti i giovani dovessero, almeno una volta nella vita, essere testimoni diretti di quell’orrore. Così nacque il progetto Treno della Memoria.

Era il gennaio del 2005 quando il primo Treno della Memoria partì alla volta di Cracovia con 600 giovani piemontesi e 50 leccesi, guidati dai giovanissimi educatori dell’Associazione Terra del Fuoco.

 

Da allora quei 700 ragazzi sono diventati più di 9000 e il progetto è cresciuto arrivando a coinvolgere quasi 10 regioni italiane nell’edizione del 2010. Da un’idea di un gruppo di giovanissimi torinesi, è nato un progetto che oggi raggiunge tutta Italia.

La crescita del progetto non si limita però alle cifre: dalla sua prima edizione il Treno si è arricchito di un percorso educativo che affianca i giovani partecipanti per un intero anno scolastico, con incontri formativi che precedono e seguono il viaggio e che si chiudono con la celebrazione, tutti insieme, del 25 aprile.

 

Il progetto ha, sin dalle sue origini, il sostegno della Regione Piemonte, della Provincia e del Comune di Torino e oggi anche delle Regioni, Province e Comuni che sempre più numerosi hanno aderito e continuano ad aderire al Treno della Memoria.

 

 

Educare è saper insegnare l’uso della libertà

 

Percorso educativo:

 

Il Treno della Memoria non è solo un viaggio, è un percorso di crescita che mira a stimolare nei suoi partecipanti la consapevolezza del loro ruolo di cittadini attivi, italiani ed europei, dei loro doveri, diritti e responsabilità verso la società e verso le persone. Il percorso educativo affrontato dai ragazzi si snoda in quattro fasi chiave: Storia, Memoria, Testimonianza e Impegno.

È un percorso che va controcorrente puntando su risultati di lungo periodo, nella convinzione che la chiave del miglioramento e della crescita sia dare ai ragazzi gli strumenti per capire e analizzare la realtà e per dialogare con gli altri.

 

 

Il Treno parte quindi con un percorso di formazione articolato in quattro incontri di gruppo. Con i metodi dell’educazione fra pari e non formale, i partecipanti vengono preparati da giovani e competenti educatori ad affrontare il viaggio e la visita al campo di concentramento e sterminio di Auschwitz-Birkenau con la consapevolezza e la conoscenza storica del nostro passato. Attraverso il gioco, lo studio, l’ascolto di testimonianze dirette, il dialogo e l’immedesimazione, i ragazzi vengono stimolati e guidati in una prima analisi delle dinamiche che hanno portato ai fatti tragici che hanno coinvolto tutta l’Europa nella metà del secolo scorso e di cui siamo stati protagonisti e autori, perché non si ripetano mai più.

 

 

Il primo incontro è un momento di presentazione e conoscenza reciproca. L’educatore spiegherà ai ragazzi  il senso del progetto e attraverso attività di group building romperà il ghiaccio favorendo la formazione di un gruppo unito e un clima di dialogo e di scambio, fondamentale per la riuscita del percorso.

Il secondo incontro per i partecipanti di Torino è costituito dal Memobus: un autobus che attraversa la città facendo tappa nei luoghi chiave della deportazione, che saranno raccontati attraverso performance teatrali dalla compagnia guidata dal regista torinese Marco Alotto. Per tutte le altre regioni si procederà invece con un laboratorio pensato per stimolare i ragazzi alla riflessione sui totalitarismi (nazismo e fascismo) e sulle precarie condizioni di vita della popolazione civile durante la guerra.

Nel terzo incontro verrà proposto ai ragazzi un gioco di ruolo, che servirà a proseguire la formazione storica e ad aprire una riflessione che parta dagli avvenimenti passati per arrivare al concetto di responsabilità individuale e collettiva.

 

 

Treni:

 

1 . Con il 1° Treno sono partiti tutti i ragazzi della città di Torino e alcuni ragazzi della provincia di Torino, oltre a 13 ragazzi abruzzesi vittime del terremoto dell’aprile 2009.

Partiti da Torino mercoledì 20 gennaio e sono ritornati a Torino martedì 26 gennaio.

 

2 . Con il 2° treno sono partiti i ragazzi di Roma (10), della Campania (100), della Liguria (22), della Calabria (16), della Valle d’Aosta (62).

Partiti da Torino mercoledì 27 gennaio e sono ritornati a Torino martedì 2 febbraio.

 

3 . Con il 3° treno sono partiti i ragazzi dal Trentino Alto Adige (400), del Friuli Venezia Giulia (250), di Cesena (50), della Sicilia (30).

Partiti da Trento giovedì 4 febbraio e arriveranno a Trento mercoledì 10 febbraio. Il Treno farà due fermate intermedie a Verona e Udine

 

4 . Con il 4° treno partiranno i ragazzi dalla Puglia (600) e dalla Calabria (150).

Partenza da Bari venerdì 12 febbraio e arrivo a Bari giovedì 18 febbraio.

 

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