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Al Dado 6 nuovi amici.. dal Corno d’Africa


 


Il 9 settembre 2009 è stata sgomberata l’ex clinica S.Paolo, l’edificio in corso Peschiera (Torino) che per anni è stato la casa di centinaia di migranti. Il livello di degrado raggiunto dall’edificio, completamente abbandonato al suo destino, ha fatto scattare l’allarme emergenza rifugiati, a cui è inevitabilmente seguito lo sgombero.

 

Delle persone sgomberate, 230 sono state portate nella Caserma di via Asti, mentre 154 sono state portate nel Campo della Croce Rossa Militare Teobaldo Fenoglio, a Settimo Torinese, dove l’anno scorso furono accolti i rifugiati provenienti dal Dalfur (14 vivono ancora presso il centro). Tutti i migranti ospitati al Campo di Settimo hanno lo status di “rifugiato”, termine che indica chi è fuggito o è stato espulso dal proprio Paese a causa di discriminazioni politiche, religiose o razziali e trova ospitalità in un Paese straniero. Sia la Caserma di via Asti che il Campo di Settimo sono solo soluzioni temporanee.

Alcuni tra i rifugiati, quelli considerati “vulnerabili”, dal punto di vista fisico o psicologico, sono stati inseriti nel progetto europeo Fer (Fondo Europeo per i rifugiati, bando del 2008), e ospitati nel Campo della Croce Rossa di Settimo, la maggior parte di questi (147) di origine somala (gli altri eritrei ed etiopi). Il Fer è un progetto che coinvolge 8 associazioni piemontesi nella creazione di una rete associativa che avvii percorsi di integrazione sul territorio, e prevede che siano inserite nel progetto 105 persone. In alcuni casi la vulnerabilità è stata attestata dagli psicologi del Centro Franz Fanon attraverso colloqui individuali. L’Associazione che sta a capo del progetto è la Cooperativa Orso che insieme alle atre associazioni e ai centri sociali, ha avuto il compito di trovare soluzioni d’inserimento, anche abitativo.

 

In attesa, all’interno del Campo di Settimo si sono organizzate diverse attività per favorire l’inserimento, tra cui corsi intensivi di italiano. La maggior parte dei rifugiati non parla né l’italiano né l’inglese, cosa che aumenta il senso di spaesamento e ostacola la comunicazione con gli operatori e con l’esterno. Un grande aiuto in questo senso è arrivato da alcuni dei rifugiati che si trovavano già nel Campo, che stanno lavorando come mediatori (assunti dalla Cooperativa Orso e pagati prevalentemente con Borse Lavoro).

Terra del Fuoco ha deciso di impegnare diversi operatori per supportare il lavoro della Croce Rossa di Settimo, occupandosi degli accompagnamenti sanitari, dell’animazione e intrattenimento, soprattutto dei bambini, e della gestione di alcuni spazi comuni.

 

Nel corso dei mesi le associazioni del Tavolo Rifugiati hanno organizzato attività  e corsi d’italiano che possano facilitare l’inclusione sociale degli ospiti.

Terra del Fuoco è particolarmente impegnata da settembre sul Campo Polifunzionale della CRI di Settimo T.se, dove appunto sono ospitati i cosidetti “vulnerabili”, 6 dei quali da fine ottobre sono ospiti del Dado e hanno iniziato il percorso d’inclusione sociale che caratterizza la struttura e che le famiglie Rom, che hanno auto recuperato la struttura, hanno già avviato un anno e mezzo fa.

I 6 nuovi amici del Dado, 5 uomini e 1 donna (di cui 4 somali, 1 sudanese e 1 etiope) studiano italiano, si preparano al mondo del lavoro scrivendo curriculm e cercando corsi di formazione professionale. Il loro percorso all’interno della comunità il Dado di concluderà a fine marzo 2010 con l’inserimento abitativo definitivo in alloggi.

 

 

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