quando i diritti vanno ribaditi.
Basta anche solo ricordare i fatti più importanti per capire che l’Italia sta peggiorando.
7 gennaio, esplode la rivolta a Rosarno, centinaia di immigrati “impiegatiâ€, o meglio usati, nella raccolta delle arance che vivevano nella Piana di Gioia Tauro in condizioni inumane si ribellano all’ennesimo episodio di discriminazione e violenza e vengono trasferiti nei CIE più vicini.
20 gennaio, compare in un negozio di Empoli il cartello: “Vietato ai cinesi che non parlano italianoâ€, come se tutto il mondo dovesse svegliarsi e conoscere la nostra lingua per avere dei diritti.
28 gennaio, meno chiacchierato, il suicidio di una ragazzina romena stanca di essere chiamata “sporca romenaâ€, forse una delle poche non passate sotto silenzio.
7 febbraio, il Ministro dell’Interno e quello del Lavoro, Salute e Politiche sociali iniziano a lavorare al decreto per il Permesso di soggiorno a Punti, già previsto nel precedente e famigerato pacchetto sicurezza che avrebbe dovuto dissolvere il senso di paura degli italiani, quel senso di terrore e disprezzo verso gli immigrati creato in buona parte dai media e dalle azioni di palese propaganda. Per vivere in Italia devi collezionare trenta punti, come al supermercato, e per averli devi dimostrare di conoscere l’italiano, la Costituzione, avere un lavoro e mandare i tuoi figli a scuola, tutto questo in due anni, al massimo te ne viene concesso un terzo per migliorare la “collezioneâ€. Il Ministro Maroni, della Lega Nord, quella stessa Lega Nord che in più occasioni ha dimostrato di non rispettare la bandiera italiana, simbolo del nostro Paese tanto quanto la Costituzione scritta da chi certo era più consapevole del significato delle parole diritti e doveri, dice che è solo un modo per dire agli immigrati come si devono integrare, e che se non lo fanno evidentemente non si voglio integrare, non dice però che è l’ennesimo ostacolo posto alla regolarizzazione dei cittadini stranieri, e non sarebbe poi tanto un problema se ci sapesse anche dire come si fa a non scappare dalla fame, dalla guerra e dalla miseria di un Paese in cui sei nato non per scelta!
E poi via, ancora, con gli sgomberi dei campi Rom, operazioni costose e senza utilità perché spostano, ricreando in nuovi siti una situazione identica alla precedente, persone con cui in molti casi le associazioni hanno iniziato percorsi d’inclusione sociale che s’interrompono al trasferimento/sgombero.
19 gennaio, Roma: sgombero di 100 rom da Via Solone;
10 febbraio, Chiaravalle: 120 Rom romeni, di cui 60 minorenni, buttati in mezzo alla strada dal Comune di Milano (che vede in attivo nel suo bilancio 27 sgomberi dall’inizio del 2010, ossia più o meno uno ogni due giorni);
15 febbraio, viene portato a termine lo sgombero del Casilino 900, campo nato 40 anni fa su cui il terzo settore e la società civile aveva avviato diverse attività volte all’inserimento sociale, e di Tor dei Cenci (Roma), campo del 1995 assegnato dall’allora Sindaco Rutelli;
17 febbraio, sgombero del campo di Cosenza per il quale anche il Vescovo della città ha dovuto fare appello alla politica e al senso di accoglienza della comunità .
E per chiudere in bellezza, via Padova: la settimana scorsa, scoppia una rissa per un piede pestato e un ragazzo di origine egiziana con regolare permesso di soggiorno viene ucciso, e altri feriti. È vero, gli abitanti della zona chiedono aiuto, ma molti si preoccupano solo della svalutazione dei loro immobili come diversi servizi delle reti televisive hanno fatto vedere, ma non si sono preoccupati di sottolineare che la vera preoccupazione andrebbe rivolta alla persone. Senza dimenticare il Mediterraneo, dove i viaggi della speranza certo non guardano il calendario.
Girando un po’ su Internet non è difficile scoprire che la stampa esterna ci addita come Paese più razzista e xenofobo d’Europa, se non del Mondo. Verrebbe da dire “meno male che c’è la Libia, che forse ci ruba la pole positionâ€, ma poi trovi sondaggi fatti nelle scuole, che dicono che il 58% degli adolescenti è contrario alla presenza degli stranieri in Italia (italiarazzismo.it).
Dove andremo a finire? Ma davvero non ci rendiamo più conto del valore di una società multietnica? E non solo dal punto di vista socio culturale, ma anche economico! Ma qualcuno che prova ancora a ricordarcelo c’è: sono i migranti e tutti gli italiani “illuminati†del nostro Paese.
Il 27 febbraio sarà la giornata in cui si ribadisce il concetto “diritti diseguali= meno diritti per tutti†in piazza Saluzzo a Torino dalle ore 17.00, per condannare i linguaggi discriminatori, il razzismo, e in particolare “quello delle Istituzioni, con l’utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusioneâ€, come sostengono gli organizzatori, tra cui Terra del Fuoco, ASGI, Ufficio Pastorale Migranti, CGIL Torino, e molte associazioni di migranti.
Altra iniziativa importante sarà , sempre il 27 febbraio, “I diritti alzano la voce†promossa da ARCI e molti altri, che scenderanno in piazza in diverse città italiane per sostenere l’importanza dei diritti perché “il welfare è nato per garantire uguaglianza e giustizia sociale, tutelarci dai rischi e dalle difficoltà che tutti incontrano nella vitaâ€. In questa occasione verranno inoltre raccolte le firme dei cittadini per sostenere “Le 10 proposte per un Italia civileâ€.
E siccome non è mai abbastanza, tutti gli immigrati e gli italiani a sostegno di una società dell’accoglienza si ritroveranno l’1 Marzo,  nelle piazze di tutta Italia, per lo sciopero dei migranti “24 ore senza di noiâ€, perché diventa sempre più urgente far capire a tutti “quanto sia importante l’apporto dei migranti alla tenuta e funzionalità della società â€. Per questa mobilitazione si è scelto il colore giallo, così come per l’ormai noto Spauracchio di Sami della campagna “Non aver paura. Apriti agli altri. Apri ai dirittiâ€, un colore simbolo del cambiamento e slegato da ogni connotazione politica.
Per saperne di più visitate il sito  Primo Marzo 2010 o cercate il gruppo “Primo Marzo 2010 – Sciopero degli stranieri – Gruppo Torino†su Facebook.