Sono stati i ragazzi i veri protagonisti dell’assemblea che si è svolta a Napoli l’1 marzo. Dopo l’apertura di Tonio Dell’Olio, che ha introdotto le tematiche dell’antimafia sociale e del nascotraffico, in tanti sono saliti sul palco per raccontare come hanno vissuto il Treno, in particolare la visita ad Auschwitz, e lo hanno fatto con poesie, con video, canzoni, montaggi di fotografie, scritti e lettere, da soli o a coppie. Particolarmente originale è stato l’intervento dei ragazzi di Avellino, un dialogo recitato per raccontare come la visita ai campi li abbia cambiati: “in ogni stanza risuonano ancora urla e grida strazianti che oltrepassano le recinzioni e si ancorano alle mie spalle e sai già che quel peso non ti farà più camminare allo stesso modo di prima”. Parlano dell’indifferenza che ci avvolge e citano Antonio Gramsci: “L’indifferenza è il peso morto della storia”, poi parlano di razzismo, intolleranza, di quello che è successo a Rosarno, degli immigrati sfruttati come bestie che si sono ribellati alle cosche e dalla cittadinanza, che mai ha alzato la testa con li mafia, invece di appoggiarli li ha contrastati, e concludono con un appello a non essere apatici ma vivi. Lo stesso appello che fanno in tanti in questa bella sala piena di giovani affiatati, brillanti, attenti alle parole dei loro coetanei. “A furia di fregarcene di tutto e di tutti ci siamo fregati con le nostre mani”, dice Marina. E ancora: “La memoria non è facoltà intellettiva, ma fondamento per il nostro futuro”. E in tanti dicono: “Adesso tocca a noi”. Lo stesso appello lo fa anche Paolo Paticchio, presidente di Terra del Fuoco Mediterranea: “Dobbiamo stare con il cuore qui e la testa nel mondo, in tutti i luoghi in cui il silenzio è un grido di disperazione. A noi adesso il peso della responsabilità di quello che succede nel mondo”. Ai ragazzi si propone quindi il percorso primaverile, introdotto dagli interventi di Enrico Tedesco e Don Tonino Palmese. Paolo Paticchio chiude quindi l’assemblea con l’invito al corteo del 21 marzo, Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime della mafia (20 marzo a Milano) e una frase di Giancarlo Caselli: “Loro sono morti perché noi non siamo stati abbastanza vivi”.
CAMPANIA (Napoli) 1 marzo 2010 dalle 9.00 alle 13.00
Assemblea dell’Impegno
Intervengono:
Oliviero Alotto, Presidente di Terra del Fuoco
Tonio dell’Olio, Libera Internazionale
Don Tonino Palmese, Libera Campania
Enrico Tedesco, Dirigente settore Enti Locali e Sicurezza delle città e segretario Fondazione Pol.i.s
Miriam Gaudino Rebhun, Associazione amicizia ebraico cristiana di Napoli
Quest’anno per la prima volta ha partecipato al Treno della Memoria anche la Campania, con 100 ragazzi da tutta la regione. Di questi farà ha fatto parte un gruppo di 20 giovani di Scampia, coordinato e formato dall’associazione Vodisca.
Tutti i ragazzi provenienti dal territorio campano sono seguiti nel loro percorso formativo da educatori dell’associazione Libera che collabora con Terra del Fuoco per la realizzazione del percorso e dell’accompagnamento dei ragazzi sul Treno della Memoria: una forte collaborazione che vede la creazione di una rete di persone che condividono valori e impegni.
VOdisca (acronimo di Voci di Scampia) è un’associazione di promozione culturale nata nel 2006 in memoria di Antonio Landieri, un ragazzo disabile di 25 anni assassinato per errore dalla camorra. Uno dei principali obiettivi di VOdisca è ridare dignità a questo giovane che è stato ammazzato due volte, la prima dai proiettili e la seconda dai media, su cui ingiustamente e superficialmente è stato descritto come un criminale.
Ad animare l’associazione sono i giovani provenienti dal quartiere napoletano Scampia, che lavorano principalmente nel campo dell’anticamorra attraverso la lettura, il cinema, il calcio e il teatro. Da anni organizza il Premio Internazionale di Poesia “Antonio Landieri” e fa parte del comitato Spazio Pubblico di Scampia, che unisce tutte le associazione del quartiere. VOdisca è anche un presidio di “Libera, associazioni nomi e numeri contro le mafie”.
Il 10 dicembre del 2009 VOdisca diventerà una cooperativa sociale e darà vita alla casa editrice indipendente VOdisca Edizioni, con sede a Scampia. “Un gesto che per noi vale più di mille schiaffi alla criminalità organizzata –spiegano gli organizzatori- perché crea lavoro onesto, dignitoso, pulito, in un quartiere col più alto tasso di disoccupazione e criminalità d’Europa”. L’idea della casa editrice è coinvolgere forze giovani sul territorio, per portare avanti un’impresa che mira alla cultura e alla libera informazione.
L’idea di portare ragazzi del quartiere Scampia in Polonia nasce fa da Rosario Esposito La Rossa e Maddalena Stornaiuolo, che parteciparono al progetto nel 2008 e ne rimasero molto colpiti. È durante il viaggio di ritorno da Cracovia, con gli occhi pieni dell’esperienza vissuta, che preso forma l’idea di portare sul quel Treno i loro ragazzi, “quei ragazzi che spesso sono reclusi in un mondo che appare grande quanto il quartiere in cui abitano”.
“Il viaggio è sempre stato per VOdisca un simbolo particolare –spiega Rosario- un potente strumento capace di mostrare ai viaggiatori facce del mondo che non conoscevano, un simbolo della vita in miniatura. C’è una frase che ci ha spinto a credere in questo progetto: ‘Descrivere è impossibile, ricordare è necessario’. È proprio vero, il silenzio è l’immagine che mi piomba in testa ogni volta che penso ai campi polacchi di Auschwitz e Birkenau. Nello stesso tempo però, mi sento Testimone vivo di ciò che è successo. Non carta, non foto, non musei, ma carne ed ossa che custodiscono volti, facce e posti. Vogliamo far sì che i ragazzi che verranno con noi sul Treno, così come quelli che con noi girano l’Italia raccontando la realtà di Scampia e la storia di Antonio Landieri, diventino ‘Uomini-Melograni’: frutti dalla scorza tosta, ma capaci in ogni istante di spaccarsi e lanciare nel mondo semi di speranza. Speriamo che i nostri ragazzi facciano, vadano, vedano, tornino e raccontino”.
www.vodiscaedizioni.it (il sito dell’associazione sarà attivo dal 10 dicembre).
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